lunedì 25 novembre 2013

Ora ri-còr-do

ri-còr-do dal latino: [re-] indietro [cor] cuore. Richiamare in cuore. Non è memoria. Ci chiedevamo cosa succeda dopo la morte. Mi sembrava riduttivo il concetto dei sepolcri.. del ricordo delle persone care. Ma questo concetto si è chiarito nella mia mente. Non è memoria, è entanglement. Qualcosa nel bene, nell'amore ci lega, ci vuole qualcosa di peggio delle tenebre per separare ciò che è entangled. E tutto questo non dipende dal tempo e dall'orizzone degli eventi. Se lo mischi si rafforza, se lo allontani non cambia anzi semina piu' lontano. Non sogno fatuo o fantasticheria, ma sentimento concreto, esperienza diretta.

sabato 9 febbraio 2013

Spero ci incontreremo di nuovo.

C'e' qualcosa nella natura stessa del tempo, in quella regione dove confina con la vita, una singolarità o piu' di esse assieme. Siamo creature di quel confine, distratti dal succedersi degli eventi, dimentichiamo che si nasce e si muore, e allora di sicuro tutti quel confine lo attraversiamo. Cosa succede al di la del tempo che scandisce i momenti? Cosa ci rende imperscrutabile e imperscrutabili? Sicuramente dalla parte dove scorrono gli eventi si coglie il riflesso delle creature che amiamo e che ci hanno insegnato qualcosa, ma dove sono ora che hanno attraversato il confine. Possono amarci ancora quanto le amiamo noi? Mi accontenteri anche di meno. Filippo ci manchi e spero che tu abbia finalmente trovato le spiegazioni alle tue domande e anche alle mie, spero che ci incontreremo di nuovo per parlarne.

mercoledì 18 gennaio 2012

Non sono i Cosentino, gli Schettino e Scillipoti

Non sono loro che fanno del nostro paese un rifugio per inetti. E' che ormai le coscienze sono ogm, esiste sempre tutto e il contrario di tutto, cio' che emerge in superficie sono gli estremi nel bene e soprattuto nel male. Il politico mafioso che ringrazia al telefono il finto bossi per averlo protetto, il comandante che sfascia la nave negli scogli e poi abbandona la nave con i passeggeri a bordo, il politico da operetta che si vende pubblicamente e senza vergogna, sono tutti rovesci di una stessa medaglia. Nel piccolo il criterio dell'ingiustizia che trova sempre giustificazione ogni giorno, l'impunità vista come la furbizia/spregiudicatezza del furbetto. Difficile accettare che siamo così, tutti quanti ormai esperti economisti, sappiamo di spread btp, bond, borse e intrighi internazionali, ci piace credere che siamo i james bond della situazione. Noi non siamo questo paese, siamo al di fuori, non facciamo parte degli Schettino. Poi se nel campo lavorativo abbiamo un comandante idiota ci mettiamo al timone e puntiamo dritti sugli scogli. Chi è che lo dice al comandante che è un pirla? Chi si prende la responsabilità di denunciare il mafioso? Chi è disposto a rischiare la vita per il bene e il futuro della comunità? Non sono pessimista, ma ho sempre creduto, spesso ingenuamente, di capire cosa succedeva intorno a me, oggi la mia cosapevolezza è cambiata, mi sento impotente e incapace di fronte a tutto questo. Non so neanche dire se così non va, perchè è così che va. Come posso pretendere che qualcun'altro risolva il problema per me e per tutti gli altri se non vedo soluzioni. Speriamo qualcuno abbia la soluzione e si faccia avanti.. astenersi perditempo.

venerdì 27 maggio 2011

Un giorno al DEA di San Martino

Stavo abbastanza bene per rendermene conto ed ero abbastanza preoccupato per essere vigile.
Ore 7 am mi ritrovo in una corsia di ospedale, i letti su due file nel corridoio, corridoio dove la gente dorme. A ogni letto è associato nome e cognome scritto a biro su un foglio a4 e appiccicato con lo scotch alla stecca della flebo. Sotto il condizionatore sembra di essere alle pendici dell'Himalaya. Sto maluccio e inizio a pensare che forse stavo meglio a casa.
Ore 7:30 le visite cominciano, non è il medico di guardia, ma direttamente il primario. Questo si visita tutti i pazienti nel corridoio uno a uno, guarda analisi interagisce per cellulare con gli altri reparti, gestisce il traffico incessante di passaggio del corridoio, non perde mai la calma, sorride e tratta con gentilezza tutto il personale paramedico e i pazienti, finisce alle 12:00.
Ore 13:00 ricevimento parenti, andiamo a sentire cosa ci dicono in guardiola.. Dentro medici e paramedici si muovono freneticamente ai terminali, con i cellulari, stanno riallineando tutte le cartelle di tutti i pazienti, collocano pazienti nei reparti, il primario mi vede, ha visto almeno 50 persone stamattina, mi riconosce, e mi aggiorna su tutta la mia cartella clinica a memoria.
La giornata continua così, non è solo il primario, tutti sinergicamente concorrono a fare del proprio meglio mentre tutti i letti ruotano almeno una volta nell'arco di poche ore.
Ore 18:00 mi congedano consegnandomi un fascicolo di 10 pagine con tutti gli esami e le visite e le cure ricevute: ECG, RX torace/addome/schiena, 2 analisi sangue, 2 visite mediche generali, visita neurologica..
Non ho dovuto versare un euro per tutto questo. Lo stesso penso valga per le altre almeno 100 persone che ho visto ruotare in 10 ore di ricovero breve.
Si parla di malasanità, sicuramente le risorse sono insufficienti, personalmente al di la della prima impressione esteriore, mi sono sentito al sicuro e in buone mani.
Questo mi conferma che persone professionali e con la voglia di fare bene possono cambiare il mondo.
Grazie quindi a tutto lo staff del DEA di San Martino di Zena.

mercoledì 10 novembre 2010

La multidimensionalità umana

Di fatto noi uomini percepiamo in 2d e immaginiamo il 3d poi c'e' il tempo.
Fin qui siamo a 4 parametri dimensionali dove uno è pure particolare come il tempo.
Resta il fatto che siamo influenzati da molti altri fenomeni come quello della luce che condiziona l'orizzonte degli eventi che siamo in grado di percepire.
Nel mezzo fra l'istante in cui un evento si verifica e quello che ci trasmette la luce, secondo me si nascondono tutte se non molte altre dimensioni.
Li in mezzo ci sono tutte le nove vite del gatto di Schrödinger e ci sono anche tutti i gradi di libertà nei quali il nostro essere multidimensionali si manifesta.
Non dimentichiamo pero' che percepiamo 2 dimensioni e che in quelle 2 possiamo coesistere con gli altri, che l'approccio costruttivista è valido, ma siamo tutti entangled.
Forse l'amore, i sentimenti, il bene e il male troveranno un giorno una formalizzazione fisica in questo, fino ad allora:

« Abbi pazienza, ché il mondo è vasto e largo »

(Edwin A. Abbott - Flatlandia - parte I. Citazione di Shakespeare (frate Lorenzo a Romeo, in Romeo e Giulietta))

mercoledì 26 maggio 2010

L'arduo sentiero della mobile-tazione dei sistemi operativi

Ormai da alcuni anni si sta verificando una corsa alla conquista del mercato dei sistemi operativi per dispositivi mobili. Il fenomeno è complesso perchè sono coinvolte numerose variabili fortemente interdipendenti.
I fattori variabili oltre il tempo ed il denaro sono: la disponibilità di sempre nuovi dispositivi, la definizione di comunità sufficientemente ampie ed in grado di produrre applicativi, la necessità da parte dei principali attori di trovare il giusto compromesso tra architettura aperta e conquista di segmento, lo sviluppo crescente e fantasioso di nuove e sempre piu' evolute tecnologie e scenari della comunicazione.
Ai blocchi di partenza gli attori principali sono Apple con Iphone OS, Microsoft con Windows Phone, Google con Android, Nokia con Maemo e Nokia Intel con Meego.
I primi due sono la trasposizione naturale dei concetto di Sistema Operativo commerciale su un dispositivo mobile, forniscono sdk (software development kit) e una comunity consolidata di sviluppatori che si ricollegano ai rispettivi ambienti nativi.
Poi abbiamo assistito negli ultimi anni all'ingresso dei sistemi Linux-based come Android, Maemo e recentemente annunciato Meego che dovrebbero garantire una maggiore apertura ed interoperabilità verso il mondo open source.
Open source significa anche che potrebbero affermarsi tecnologie in contrasto con l'interesse dei fornitori di connessione o con gli interessi dei produttori dei device stessi come ad esempio paradigmi di comunicazione nomadica (es. tethering, podcasting ) o nascita di comunity intente al porting e quindi allo shifting dei sistemi operativi mobili sulle differenti piattaforme concorrenti.
Insomma assisteremo a una storia dei sistemi mobili simile, ma con piu' gradi di libertà, di quella che è stata la storia dei sistemi operativi per dispositivi fissi.
Compiere delle scelte di campo e di foresight tecnologico ispirandosi al quadro attuale rappresenta una specie di scommessa su una corsa di cavalli.
Come appassionato di tecnologie quardo a questo scenario con curiosità ed interesse e spero di riuscire a scommettere le mie scarse risorse intellettuali sul cavallo giusto.

mercoledì 5 maggio 2010

150 anni di Italia

Questa mattina sono andato a vedere le commemorazioni, sono andato fino al Monumento di Quarto, è a pochi metri da casa. Questi posti, questo mare sono sempre nella mia mente, fanno parte di me. Ma la cosa che mi è rimasta impressa stamattina è la gente del quartiere. Gente semplice, per certi versi antica, che profuma d'Italietta, persone esteriormente inconsapevoli del sistema stato che in questi particolari momenti si fonde ed entra in contatto con i comuni mortali. Lo ha fatto in sordina, sotto una pioggia fitta, mentre la signora con l'impermeabile si lamentava che la signora con il maglioncino rosa era l'unica con l'ombrello aperto.
Timida la gente nicchiava, prima come estranei, poi rendendo affetto con lo sguardo alla bandiera. Quasi che fosse dolcemente triste oggi essere italiani.